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Notizie

Campagna vaccinazione contro il meningococco C: prenotazione anche dal CUP 0574 - 805050


La Regione Toscana per prevenire la diffusione del meningococco C ha introdotto modifiche al calendario vaccinale e adottato misure di profilassi straordinarie.

La vaccinazione, contro il meningococco C è offerta gratuitamente a partire dagli 11 anni di età, anche se mai vaccinati o già vaccinati nell'infanzia;
alle persone sottoposte a profilassi in quanto contatti di un caso di meningococco C.  
alle persone  che hanno frequentato la stessa comunità nei 10 giorni precedenti l'inizio dei sintomi con contatto stretto o regolare. Per comunità si intende l'insieme degli individui che hanno frequentato gli stessi ambienti del caso di sepsi/meningococco C;
nelle Aziende USL che hanno registrato un caso di meningite da meningococco C, su richiesta dell'interessato.

Cosa occorre per prenotare

Il cittadino deve avere a portata di mano il proprio codice fiscale e fornirlo all’operatore.

Come e dove prenotare la vaccinazione

Per prenotare la vaccinazione contro il meningococco C contattare:

il call center Cup Telefonico al numero 0574 805050 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 19.30

Dipartimento della Prevenzione via Lavarone 3/5: 0574 805990, da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00 dedicato solo alle prenotazioni della vaccinazione antimeningococco C a partire dagli 11 anni di età

Si ricorda inoltre che la vaccinazione antimeningococco C può essere eseguita dal proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta che ha aderito alla campagna di vaccinazione.
Per ulteriori informazioni 0574 805052 da lunedì a venerdì ore 8.00-18.00.


Disdette della prenotazione meningococco C

La disdetta della vaccinazione per il meningococco C prenotata allo 0574 805050 si può effettuare:
- telefonando al numero 0574 805080;
- inviando una mail all'indirizzo disdettecup@usl4.toscana.it
- telefonando al servizio disdette automatico, attivo 24 ore su 24, 840 - 003003 da rete fissa o 199 - 175955 da rete mobile con il codice fornito al momento della prenotazione.
Le prenotazioni effettuate presso il Dipartimento della Prevenzione vanno disdette telefonando al numero 0574-805990 o inviarndo una mail a vaccinazioni@usl4.toscana.it

La disdetta va effettuata con almeno 48 ore d’anticipo.

Parla l’esperto

Dottoressa Donatella Aquilini – direttore malattie infettive Ospedale S. Stefano Prato

La meningite: come si manifesta
Il  termine "meningite" significa infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che avvolgono il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale). Le manifestazioni cliniche della meningite possono essere diverse ma in linea generale negli adulti, i segni e i sintomi classici si manifestano all’improvviso e sono: febbre, cefalea (mal di testa), nausea, vomito, alterazioni della coscienza fino al coma, rigidità del collo, talora lesioni alla pelle. A questi possono essere associati anche altri sintomi  più rari.
La maggior parte delle meningiti è di origine infettiva, e cioè possono essere responsabili i virus, o i batteri, o i parassiti, o i funghi. Le meningiti virali sono le più frequenti  e di solito si tratta di forme più benigne che si risolvono senza conseguenze gravi.
Le forme dovute a batteri, sebbene più rare, in genere  sono le più gravi e possono avere anche importanti conseguenze e gravi esiti, fino al decesso. I batteri più spesso implicati sono lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae), il meningococco (Neisseria meningitidis), la listeria (Listeria monocytogenes) ed emofilo tipo b (Haemophilus infuenzae). Ciascuno di questi batteri si può dare meningite ma anche diffondersi in tutto l’organismo attraverso il sangue (sepsi o setticemia).
La  meningite da pneumococco è la più frequente sia negli adulti che nei bambini piccoli, ma oggi vogliamo parlare in particolare delle forme dovute ad un altro batterio, il meningococco.
Il meningococco
Il meningococco (N. meningitidis) è un batterio che normalmente risiede nelle vie respiratorie alte (naso e gola) in modo del tutto asintomatico e solo occasionalmente e molto raramente è capace di dare la malattia. La semplice presenza del meningococco nel naso e nella gola viene definita stato di portatore asintomatico e nella popolazione generale i portatori possono variare dal 5 al 30-40%. Le condizioni di sovraffollamento aumentano la diffusione dei batteri e quindi dei portatori.
I meningococchi vengono trasmessi da una persona ad un’altra attraverso il passaggio diretto delle secrezioni respiratorie in forma di minuscole goccioline emesse con la tosse, il parlare, lo starnuto, all’interno di uno spazio ristretto (circa un metro). Sono più a rischio di trasmissione i cosiddetti  contatti "stretti", cioè coloro che sono stati  per un certo tempo abbastanza lungo con un portatore o con la persona malata. Sono contatti stretti  in particolare i conviventi, i compagni di classe (la stessa classe) o di lavoro (stessa stanza), le persone che hanno avuto contatto con le sue secrezioni attraverso baci, spazzolini da denti, ecc). Fra gli operatori sanitari solo coloro che sono stati esposti, in maniera diretta e senza protezione adeguata, alle secrezioni  respiratorie (ad es. respirazione bocca a bocca, intubazione, percezione diretta dei secreti nel volto).
Fortunatamente, poi, il meningococco è capace di sopravvivere pochissimi minuti al di fuori dell’organismo e perciò non viene trasmesso attraverso il contatto con l’ambiente esterno.
Nella famiglia dei meningococchi esistono 13 diversi sierogruppi  (o tipi), di questi causano malattia più spesso  i sierogruppi chiamati A, B, C, W-135 e Y. In Italia e in Europa i più frequenti sono il tipo B e il C.
Il periodo di incubazione varia da 2 a 10 gg. (di solito 2-4).
In coloro che si ammalano la malattia da meningococco può manifestarsi come meningite (35-50%), sepsi associata a meningite (10-25%) oppure come sepsi (18-33%). Dal 10 al 18% si hanno forme fulminanti con shock . Queste ultime e comunque le  forme settiche, cioè con disseminazione dei batteri attraverso il sangue, sono più gravi e hanno una mortalità più alta.
Diagnosi e terapie
La diagnosi viene fatta attraverso la puntura lombare e idonei prelievi di sangue che vengono messi in incubazione in laboratorio. Questi esami permettono di sapere con precisione qual è la causa della malattia. E’ molto importante sapere se siamo in presenza di malattia da meningococco perché in caso di malattia dovuta a questo germe è necessario che venga fatta prima possibile la prevenzione nei contatti stretti attraverso la somministrazione di  antibiotici di tipo adeguato, per evitare che vi siano altri casi secondari.
In caso di malattia, la terapia consiste nella somministrazione più tempestiva possibile di antibiotici adeguati per tipo e per dosaggio ma nei casi più gravi è necessario anche il ricovero in rianimazione. La contagiosità dei malati cessa dopo 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.
Prevenzione
Da quanto detto fino ad ora, si può capire che è molto importante la cura dei malati ma è altrettanto importante la prevenzione per coloro che hanno avuto contatti con questi; inoltre, è altrettanto importante e necessario attuare la prevenzione nella popolazione generale.
La prevenzione nei contatti stretti si ottiene attraverso farmaci antibiotici idonei e la prevenzione nella popolazione generale si attua attraverso la vaccinazione.
Oggi di fatto esistono vaccini capaci di prevenire la malattia da tutti i sierotipi. In particolare esiste un vaccino per il sierotipo B ed uno che comprende 4 sierotipi (A,B, W,Y). Si tratta di vaccini efficaci, con rari e lievi effetti collaterali. Da sottolineare che con i vaccini in nessun caso viene iniettato il batterio vivo.


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Ultimo aggiornamento: 12.09.2016